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Scritti e Poesie "Mio padre era un Giacinto"

Riflettendo sul mio ultimo lavoro, una tela di 2 metri per 1,70, dove vi sono due monti sovrapposti in primo piano con due figure nel primo orizzonte e due alberi nel secondo, mi rendo conto come tutto ciò sia strettamente strutturale e quindi rappresentativo e complementare a ciò che è l’essenza di questo lavoro: il colore e il suo movimento all’interno della tela che creano la pittura.

Osservando attentamente mi accorgo che c’è qualcosa di diverso, di nuovo. Né di più né di meno degli altri lavori, ma qualcosa di nuovo. E siccome sono fermamente convinto che tutto ciò che faccio mi esprime nella mia evoluzione di uomo, perché è questo che esprimo, non può esistere un lavoro uguale all’altro, fermo restando la sua essenza; e chissà se anche questa non sia in fermentazione, in movimento.

Pensavo al sole e alla sua evoluzione, al suo movimento durante il giorno, che lo conduce alla sera, alla notte e quindi al riposo. È sempre lui nella sua essenza. Ma da quando sorge, alle prime ore del mattino, al mezzogiorno e alla sera è in movimento e va cambiando e con lui cambiano le cose che illumina e che mette in ombra, e a volte cambia l’umore dell’uomo stesso che da esso si lascia illuminare.
Così è l’uomo nell’arte della vita.

Pensavo.

Sempre in continuo movimento evolutivo.

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Senza Tempo

Senza Tempo

All’uscita, al mattino
portavo un fiore all’occhiello
possedevo una gemma
per la quale tutti
nutrivano invidia…
… eri la mia terra rigogliosa
la mia casa, la mia mensa
il letto del mio riposo
e i lamenti passavano lontani.
Ora, mi è stata tolta la terra
alla mia casa hanno divelto le porte
e non mi è concesso più il riposo.
Il giorno ha le ore contate
la notte è senza tempo
e forti lamenti sono all’orecchio.

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L’orma dei passi spietati

L’orma dei passi spietati

L’orma dei passi spietati
ripercorre
ancestrali turbinii sociali
di un melodramma intenso
che si alza alto
come un fungo atomico
a sconvolgere
l’intima gestualità
di umane voci
che travagliano l’aria
trapanata dai raggi solari
di un’alba
che respira ancora
gli umori della notte.

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Donne

Donne

Le donne più belle
sono quelle più
nascoste.
È difficile trovarle
ed è difficile amarle.
Stanno in luoghi
dove non pensiamo di stare,
perché lì
si soffre di vertigini.

Paesaggio

C’era una terra, mi ricordo,
che fioriva di giardini
e profumava di zagara.
Attraversata da acque
adornate di junco e papiri e canne,
e le sue erbe erano odorose.
Sui suoi monti di terre antiche
nascevano rocce bianche, nere e ocra.
Terra amata da un amore ricambiato,
ma ormai sopito.
Ora la mia terra è stanca
e abbattuti sono i suoi steccati.
Limacciose le sue acque
e i suoi profumi
non odorano più.
I suoi monti hanno perso le rocce
e stanco sono anch’io
per aver perso il diletto d’amarla.

(Selezionata e pubblicata nell’antologia di poesie della V ed. del Concorso Nazionale Giulio Enaudi – Torre d’Argento anno 2018)

Eternità

Per me l’eternità
sarà immaginare
che mia figlia dicesse:
“il mio papà sapeva farmi ridere”.

(Selezionata per la pubblicazione nell’antologia della XVII ed. del Concorso Internazionale Il Federiciano anno 2025)

Donna bruna

Non c’è regione,
non c’è terra poggiata sulle acque
che sia stata cantata più di te.
È da te che la storia è nata,
ha vissuto, ha partorito, si è riposata
e ha continuato il cammino
con popoli diversi
e verso popoli diversi.
È qui che le sponde basse
non hanno arginato amori venuti da lontano,
è da te che gli uomini emersi dalla notte hanno trovato l’alba,
hanno ricevuto l’accoglienza.
Donna bruna, senza riparo,
esposta ai venti.

A proposito di Arte

Pennellate grosse e minute, colori decisi, netti e sfumati.
Contrasti e armonie, semplicità e chiarezza, istinto e dominio mentale.
Credere e sentire l’espressione pittorica come un mezzo di estrinsecazione di una realtà che si ha dentro e che
bisogna esprimere a tutti i costi.

Disegno celeste

Quando alla luna si accostò la stanchezza
e non poté più restare sospesa
incominciò a pregare
perché qualcuno la sostenesse
appena la preghiera si elevò
un angelo le si avvicinò
e vedendola scivolare verso il mare
si levò le ali e gliele mise a sostegno
e l’angelo precipitò
in quell’attimo in cielo si disegnò il senso
del vivere e del morire.

Musica

Nelle poesie non è importante
la punteggiatura
nello scriverle
ma la musicalità
nel leggerle.

Dalla musicalità
delle parole
nasce la poesia.

Quando la poesia
rispetta i tempi
della musica
i sensi si inebriano

Guardando la luna e i suoi riflessi sull’acqua

All’improvviso mi parve di vedere spuntare
la fronda di un albero dalla superficie del laghetto
e pesci volarvi sopra.
Uccelli girarvi attorno
saltando di tanto in tanto fuori dall’acqua.
Idillio,
manifestazioni di vita paradisiaca
si mostrarono ai miei occhi un po’socchiusi,
pieni di stanchezza notturna.
Non era un sogno
ma il desiderio
di vivere un cambiamento.

Mio padre era un Giacinto

Come un agnellino
poggiò il viso sul cuscino
come un agnellino
in silenzio
continuò il suo cammino
e in obbedienza
passò oltre.

Notte senza luna

… ad un tratto il cuore
si ribellò alla ragione
e se ne andò.
Attirato da luci abbaglianti
percorse sentieri sconosciuti
… si sconfortò ma continuò
e continuò.
Ma senza la sapienza della mente
si stancò.
Incominciò a battere forte
e si perse d’animo.
L’alba era lontana
e nella notte senza luna
si sedette e lì restò.

Sul cuscino

Vorrei esprimere in un rigo
mille pensieri
farli vivere allo stato brado
farli abbeverare nei laghi più limpidi
nei fiumi più ripidi
immergerli nelle acque più furiose
farli penetrare dall’aria pura
 delle vette innevate
spaziare nelle pianure più distese…
 fin quando non mi stanchi
e li appoggi sul cuscino.

Il libro “Mio padre era un Giacinto” è in fase di stampa e sarà presto disponibile per l’acquisto.

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