L’uomo e l'artista
E’ sempre insufficiente e alquanto semplicistico riassumere in poche parole la vita e la personalità di un artista. La comprensione di esso va al di là di queste poche pagine e richiederebbe un’analisi più accurata e profonda.
Ciò che qui si propone è delineare nei punti essenziali e più significativi l’attività e le opere di questo artista e i suoi effetti nel campo dell’arte.
Per chi si accinge a leggere o anche solo a sfogliare le pagine di questo sito, l’invito è quello di assumere un atteggiamento critico, ma al tempo stesso aperto, appassionato e a tratti visionario, per cogliere ogni sfumatura di colore fino al più intrinseco significato che l’arte espressa dall’opera può ispirare.
La vita
Angelo Platania nasce a Catania il 21 gennaio 1952 da Giacinto, proprietario terriero, e Castro Mariannina, casalinga.
Ha studiato e praticato scultura all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Catania dove si è diplomato.
Scultore e pittore si scopre poeta in tarda età durante un periodo di crisi familiare.
Inizia a scrivere appunti di quotidianità fino a scoprire di essere proprietario di una sensibilità poetica che lo ha portato a coltivare la necessità di pubblicare il suo libro “Mio padre era un Giacinto”, che avverrà postuma.
Certo, Platania è un artista anomalo, ma integro e padrone del suo spazio.
La sua attività artistica pubblica inizia con una mostra a Roma nel 1970 all’Accademia di San Luca.
Partecipa a mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
Dal 1984 al ’99 ha curato l’immagine della GAM di Paternò di mostre di artisti di livello nazionale e internazionale tra cui Brindisi, Pirandello, Gironi, Leone e gli artisti della transavanguardia italiana.
Muore a Paternò il 05 agosto 2020.
